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martedì 26 luglio 2011

Acqua e Fuoco

Io non sono una donna. Sono una cosa neutra. Sono un bimbo, un paggio e una decisione ardita,

sono un raggio ridente di sole scarlatto...

Io sono una rete per tutti i pesci voraci,

sono un calice a onore di tutte le donne,

sono un passo verso il caso e la rovina,

sono un salto nella libertà e nel sé...

Io sono il sussurro del sangue nell'orecchio dell'uomo,

sono una febbre dell'anima, della carne voglia e rifiuto,

sono una targa d'ingresso a nuovi paradisi.

Io sono una fiamma, che cerca vivace,

sono un'acqua, fonda, ma audace fino al ginocchio,

sono fuoco e acqua in rapporto leale, e senza condizioni...

Vierge Moderne, Edith Södergran

 






Ho " ritrovato " questa poesia della Södergran, casualmente ( ? ), dopo uno scambio di opinioni con un mio caro amico pittore, gentilmente invitato, dalla sottoscritta, ad occuparsi di una nuova opera. Lui mi faceva notare che acqua e fuoco si annullano vicendevolmente. Questa sua riflessione mi ha portato a sottolineare, tra il serio ed il faceto, la mia duplice natura di donna Pesci con ascendente Leone: binomio indissolubile che mi unisce, per l'eternità, a questi due elementi.










venerdì 6 maggio 2011

il desiderio ed il vestito

Voglio un vestito rosso.
Lo voglio leggero e a buon mercato,
voglio che sia troppo stretto, lo voglio portare
finché qualcuno non me lo strappi di dosso.
Lo voglio sbracciato e scollato,
quel vestito, così nessuno dovrà immaginarsi
cosa c’è sotto. Voglio andarci per strada
passare davanti al discount e alla ferramenta
con tutte quelle chiavi che brillano in vetrina,
davanti al caffè dei signori Wang coi bomboloni
del giorno prima, davanti ai fratelli Guerra
che buttano i maiali dal camion sul muletto,
issandosi in spalla quei lucidi grugni.
Voglio andare in giro come fossi l’unica
donna al mondo a caccia di una preda.
Lo voglio davvero quel vestito.
Lo voglio per confermare
i tuoi peggiori sospetti su di me,
per farti vedere quanto poco ci tengo a te
o par farti vedere tutto, tranne quello
che voglio. Appena lo trovo, lo tiro giù
dalla gruccia perché cerco un corpo
che mi porti nel mondo, in mezzo
alle urla del parto e a quelle dell’amore,
e lo indosserò come ossa, come pelle,
sarà lo stramaledetto
vestito dentro cui mi seppelliranno.


Cosa vogliono le donne, Kim Addonizio